
Paradosso Spaziotempo
Screenshot
Febbraio 2020
Martina Premazzi Corbetta
statuine, cartone sagomato
Vagando per le vie di Google Maps sono capitata in Central Park a New York, considerato meta citata in diversi film e luogo da visitare almeno una volta nella vita.
Ho incominciato la mia ricerca basandomi interamente sulle sfere di Google Maps poiché, siccome create dagli utenti, sono meno “controllate” e fiscali delle riprese della macchina di Google.
Quasi per sbaglio mi sono imbattuta nelle bambine sul monopattino. Subito ho pensato che quello che avevo davanti agli occhi era, evidentemente, un errore fotografico catturato da un qualsiasi utente. Le “bambine” in effetti erano una sola persona che si era sdoppiata per via della lentezza di scatto della foto panoramica a 360°. La cosa straordinaria è che le due bambine non dispongono di nessun difetto (non hanno braccia mancanti, teste tagliate…).
Dopo varie ricerche sono riuscita a reperire altri esempi di questo strano fenomeno. Per dare una spiegazione logica alle foto mi sono basata sul paradosso spaziotempo: secondo la fisica quantistica ognuno di noi potrebbe esistere contemporaneamente in più dimensioni spaziotemporali. Ecco perché i miei personaggi catturati nelle fotografie possono essere visti come la risposta alla domanda ”cosa succederebbe se una persona avesse la possibilità di incontrarsi con se stessa?”. I miei screenshot cercano di rappresentare questo concetto complesso.



